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Come partecipare agli open day di formazione tecnica? Tutti i passaggi per non perdere l’iscrizione

📅 11 Agosto 2026✍️ di Maurizio Caon⏱️ 5 min di lettura

Ricordo ancora il volto di Marco quando, circa tre anni fa, mi raccontò di aver scoperto quasi per caso uno degli open day della nostra scuola professionale. Era un giovane che lavorava in una piccola officina locale, aveva una passione innata per la meccanica, ma sentiva che gli mancavano strumenti solidi per progredire. Quella giornata di porte aperte gli ha cambiato la traiettoria professionale. Non tanto per il momento in sé, quanto per la consapevolezza che existed una possibilità concreta di formarsi, di investire in se stesso. Oggi Marco è un tecnico riconosciuto nel territorio. Il percorso che lo ha portato lì è iniziato proprio da una semplice registrazione online.

Ho visto per decenni nel mio ruolo di responsabile della formazione come gli open day rappresentino uno degli strumenti più efficaci per connettere i giovani, i lavoratori in transizione e le aziende che cercano professionisti preparati. Eppure, nonostante l’importanza di questi momenti, molti saltano questa occasione semplicemente perché non sanno come registrarsi, quali documenti portare, come muoversi nel labirinto burocratico. È un peccato, perché la formazione tecnica è costruita su fondamenta concrete, su competenze che si acquisiscono toccando il materiale, lavorando fianco a fianco con esperti. Gli open day sono la porta d’accesso a questo mondo.

Come funziona la registrazione online

La maggior parte degli istituti di formazione tecnica oggi pubblica i dettagli degli open day nei mesi che precedono l’evento, solitamente tra novembre e febbraio per la stagione autunnale. Il primo passo consiste nel visitare il sito ufficiale della scuola o dell’ente di formazione che ti interessa. Non cercare di indovinare: scrivi il nome direttamente nei motori di ricerca, oppure consulta gli elenchi territoriali forniti dalle camere di commercio locale.

Una volta sul sito, cerca la sezione dedicata agli “Open Day” o agli “Eventi”. Qui troverai un modulo di registrazione. È fondamentale compilarlo con cura, perché dalle informazioni che fornisci dipendono anche le comunicazioni che riceverai. Inserisci il tuo nome completo, un indirizzo email che consulti regolarmente e un numero di telefono valido. Alcuni istituti chiedono anche il tuo indirizzo, il codice fiscale e l’ultimo titolo di studio conseguito. Non sentirti invaso dalla privacy: questi dati servono all’istituto per organizzare meglio i gruppi di visita e per proporti eventuali corsi di recupero preliminari.

Dopo l’invio della registrazione, riceverai entro quarantotto ore una comunicazione di conferma. Leggi con attenzione il messaggio: contiene l’ora esatta dell’appuntamento, il percorso da seguire una volta entrato in sede, e talvolta una checklist di ciò che portare. Molti candidati sbagliano proprio questo passaggio: ricevono l’email di conferma, la leggono velocemente e poi si dimenticano dei dettagli. Ti consiglio di salvarla in una cartella dedicata, magari stamparla se preferisci il cartaceo.

I documenti da portare e cosa aspettarsi

Prima di varcare la porta dell’istituto, assicurati di avere con te un documento d’identità valido. Serve a comprovare chi sei e a registrare la tua presenza. Inoltre, se sei ancora in scuola superiore, portati il certificato delle pagelle dell’anno in corso, oppure se hai già concluso gli studi, il diploma originale o una copia autenticata. Alcune scuole richiedono anche il tesserino di iscrizione alla camera del lavoro, soprattutto se sei un lavoratore in mobilità o in cerca di occupazione.

L’open day stesso è strutturato come un percorso guidato. Un coordinatore o un insegnante ti accompagnerà a visitare i laboratori, gli spazi dove effettivamente si forma. E qui è dove la magia accade: vedrai i torni, i fresatori, i banchi di saldatura, gli strumenti per la meccanica di precisione. Non è una semplice presentazione teorica. È l’occasione per toccare con mano le attrezzature su cui lavorerai, per parlare con chi ha già completato i corsi e ha trovato un’occupazione. Secondo gli studi su Apprendimento esperienziale, questo contatto diretto con l’ambiente di apprendimento aumenta significativamente la motivazione e l’aderenza ai percorsi formativi.

Durante la visita, gli insegnanti risponderanno alle tue domande sui contenuti del programma, sulla durata del corso, sulle materie che affronterai. Non fare domande banali che potrebbero avere risposta sul sito: chiedi piuttosto cosa distingue il loro percorso da altri, quali sono i tassi di occupazione dei diplomati, quali aziende vengono regolarmente in sede a cercare tecnici. Queste informazioni ti daranno una visione realistica delle tue prospettive.

Dopo l’open day: i prossimi passi

Quando rientri a casa, non lasciar passare troppo tempo. Subito dopo l’evento, l’entusiasmo è al massimo: sfrutta quella spinta per contattare l’ufficio ammissioni e chiedere come procedere con l’iscrizione definitiva. Alcuni istituti permettono di iscriversi nello stesso giorno, altri hanno specifiche finestre temporali. Qui entra in gioco la Gestione della selezione scolastica, una fase importante in cui le scuole valutano i candidati secondo criteri di merito, disponibilità di posti e continuità formativa.

Dovrai compilare il modulo ufficiale di iscrizione, fornire i documenti richiesti e, se previsto, sostenere un colloquio orientativo. Quest’ultimo non è un test da temere: è uno scambio di vedute tra te e la scuola, un momento per verificare se il percorso rispecchia davvero le tue aspettative e le tue attitudini. Ricorda che la formazione tecnica richiede dedizione e curiosità pratica. Non è per tutti, ma per chi ha questa inclinazione è la strada maestra.

Negli anni ho visto come la formazione costruita giorno dopo giorno, con le mani e la mente impegnate insieme, crei professionisti che le aziende cercano attivamente. Gli open day sono il primo tassello di questo percorso. Non è un evento casuale da ignorare: è l’occasione per verificare se quella è la tua strada. Se sentiamo la chiamata verso un mestiere concreto, verso competenze che servono nel territorio, allora registriamoci, andiamo, guardiamo, domanded. Questa semplice sequenza apre spesso porte inaspettate.

Maurizio Caon

Ha trascorso buona parte della carriera come responsabile della formazione presso una piccola media impresa metalmeccanica, progettando percorsi di aggiornamento per saldatori e operai specializzati. Maurizio crede nel valore delle competenze concrete costruite giorno dopo giorno.

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